Un ponte aereo per l'europa

18 settembre 2019

Maggio 1945: dopo sei lunghi anni di guerra, la Germania del Terzo Reich si arrende ufficialmente, a seguito della capitolazione di Berlino per mano sovietica. Le città non esistono più. Berlino è quasi rasa al suolo. Le gloriose costruzioni di un tempo sono ridotte a brandelli.

Il bilancio della guerra è terribile per tutti i paesi europei, terrificante per la Germania: 4 milioni di morti, 7 milioni di soldati prigionieri e oltre 22 milioni di tedeschi senza una casa. Quel poco che resta della potenza germanica viene spartito tra le nazioni vincitrici, come concordato a Yalta nel febbraio 1945.

La città- simbolo e capitale della dittatura nazista viene divisa in quattro zone di occupazione: sovietica, americana, inglese, francese.

I bambini sono per strada, gli adulti frugano nell’immondizia; inizia così una nuova battaglia: quella contro la fame e il freddo.

Gli americani e gli inglesi reagiscono immediatamente e intraprendono una missione umanitaria conosciuta con il nome di “Operazione Vittles” o “Planefare”, famosa anche come “Ponte Aereo su Berlino “, che consiste nel rifornimento aereo di tonnellate di viveri e di carbone ogni giorno per i cittadini della Berlino Ovest attraverso due corridoi aerei che portano dalla Germania Occidentale a Berlino e viceversa.

Il ponte aereo termina nel settembre del 1949, alcuni mesi dopo la fine ufficiale del blocco sovietico alla città (dichiarata nella notte tra l’11 e il 12 maggio); le stime parlano di circa 2 milioni di tonnellate di viveri consegnati da 441 aerei con migliaia di voli all’attivo.

Per conoscere e approfondire la storia di Berlino e dell’esperienza straordinaria del Ponte aereo, una mostra realizzata dagli alunni delle classi Terze del Liceo Scientifico delle Scienze Applicate dell’Istituto “F. Alberghetti” di Imola intende ricordare l’evento attraverso filmati inediti e un repertorio fotografico originale, con l’obiettivo di sottolineare l’importanza di creare ponti tra popoli e culture.

L’evento espositivo, realizzato in collaborazione con il Museo degli Alleati di Berlino, il Centro di documentazione cinematografica italiana – Ex Istituto Luce e il Bundesarchiv cinematografico di Berlino, è allestito presso la Sala Museale “Elena Possati” nel complesso del Baraccano, in Via Santo Stefano n. 19, a Bologna.