I maturandi del corso serale

Diplomati "senior", storie di chi si è rimesso in gioco. Le motivazioni degli adulti che hanno portato a termine il percorso per diventare periti meccanici e meccatronici: "Non è mai troppo tardi per cercare di migliorarsi".

La 5ATS al completo, davanti all'Istituto

11 luglio 2018

Hanno affrontato la prova dimaturità assieme ai loro colleghi più giovani. Sono gli studenti "senior" del corso serale, che all'Istituto tecnico Alberghetti consente anche agli adulti di ottenere il diploma di perito meccanico e meccatronico. Un percorso impegnativo, della durata di tre anni, che prevede una frequenza dal lunedì al venerdì dalle 18.20 alle 23. Tornare sui banchi di scuola, spesso a tanti anni dall'ultima volta e dopo una giornata di lavoro, dovendo in più conciliare lo studio con la famiglia, richiede forti motivazioni. I 17 studenti della 5aAts hanno tutti alle spalle belle storie di tenacia e determinazione e a volte anche di volontà di riscatto. Lo si fa per tanti motivi: perunposto di lavoro migliore, per soddisfazione personale, per dare un esempio ai figli adolescenti, per correggere il tiro dopo scelte scolastiche non proprio azzeccate, per completare il proprio percorso professionale o deviarlo, dandogli una direzione diversa dopo la crisi. Perché, concordano tutti, "non è mai troppo tardi per cercare di migliorarsi e l'esperienza alla fine è gratificante, al di là dei sacrifici e dei voti finali". Prova ne è, che ancor prima degli esiti, stanno già arrivando proposte di colloqui di lavoro da parte di aziende e agenzie interinali in contatto con la scuola. La quarta rivoluzione industriale, che sta già portando nelle imprese la digitalizzazione 4.0, costringerà sempre più persone a compiere percorsi di riqualificazione e a rimettersi in gioco anche in età matura. Abbiamo quindi scelto di raccontarvi le esperienze di alcuni di questi studenti modello. Diplomarsi dopo i cinquantanni. Stefano Borsatti ha affrontato la prova di maturità a 52 anni. E' lui il decano della classe. "Da ragazzo - racconta - avevo cominciato proprio l'Itis Alberghetti, ma ho abbandonato, scoraggiato dai voti e dalla (poca) voglia. Ho sempre fatto l'operaio e oggi sono capoturno alla Wienerberger di Bubano.Mimancavaperò il diploma, per me era come un cerchio da chiudere. Quando ho verificato la possibilità di iscrivermi al serale, ho riunito la famiglia. Mia moglie mi ha incoraggiato e i miei figli, di 23 e 17 anni, ne sono stati entusiasti. Senza il loro sostegno non ce l'avrei mai fatta. Tra l'altro, mio figlio sta frequentando il professionale Alberghetti e ci siamo aiutati a vicenda. Capitava anche che a tavola venisse fuori l'argomento scuola, un po' come il calcio. In questi tre anni mi è mancato tantissimo stare con la mia famiglia. E' stata questa per me la difficoltà più grande.

Facendo i turni anche il sabato e la domenica e andando a scuola la sera, ci vedevamo poco. E' stata però anche una esperienza entusiasmante, soprattutto al primo anno, quando ho capito che riuscivo, nonostante tutto, a stare al passo. Per me è stata una soddisfazione enorme. Consiglio vivamente questo percorso a chi non ha una qualificala chi vuole ampliare le sue conoscenze e a chi ha 30 o 40 anni e non si sente soddisfatto di quello che fa. Nell'imolese, dove la meccanica è presente in modo massiccio, la richiesta c'è". L'ingegnere edile tornato alle superiori. Nel curriculum del trentaduenne Davide Valente ci sono un diploma di maturità scientifica, una laurea in Ingegnerai edile, esperienze presso uno studio di servizi per l'edilizia e un'impresa del bolognese, e oggi un lavoro nell'azienda meccanica di famiglia, che a Castel Bolognese produce cilindri oleodinamici. Qui si occupa di conformità prodotti e risorse umane. Nonostante questo, è tornato sui banchi di scuola per completare la sua formazione. "All'inizio - spiega - non ero entrato nell'azienda di famiglia per scelta. Il mondo dell'edilizia mi è sempre piaciuto e nel 2005 all'università ho scelto quel percorso, anziché Ingegneria meccanica. La crisi doveva ancora arrivare e c'era lavoro per tutti. Col senno di poi mi rendo conto che è stata una scelta sbagliata. Quando mi confrontavo con tecnici e clienti sentivo di avere molte lacune in campo meccanico, mi mancavano le basi. Non potevo prendere una seconda laurea, mentre i corsi di formazione professionale sono per disoccupati. Così mi sono iscritto al serale e sono soddisfatto, perché questo percorso mi ha permesso di acquisire proprio quelle competenze di cui avevo bisogno, di cui, tra l'altro, potevo avere un riscontro diretto sul posto di lavoro. Volevo anche legittimare la mia posizione dentro l'azienda di famiglia. Il consiglio che do a chi non ha una vocazione forte e non ha le idee chiare su cosa vuole fare da grande è di scegliere un percorso di studi che dia la possibilità di lavorare anche sul nostro territorio: ingegneria meccanica, elettronica, informatica. E, senza ombra di dubbio, il diploma di perito meccanico: oggi vale di più di una laurea in Ingegneria edile, se si vuole trovare subito lavoro nel distretto imolese, a forte vocazione meccanica".

Geometra e meccanico dopo la libera professione.

Anche per il geometra Francois Bigarini, di 42 anni, la scelta di iscriversi al corso serale è conseguenza della crisi dell'edilizia. "Per anni ho svolto la libera professione con Partita Iva, ma specie negli ultimi tempi era diventato difficile proseguire su questa strada. Le tasse e le spese fisse superavano le entrate. Negli anni ho riscontrato che il mio profilo era sempre troppo qualificato per le proposte di lavoro. Volevo specializzarmi nel disegno meccanico. Per me era impossibile accedere ai corsi di formazione professionale, giustamente riservati ai disoccupati, così, tre anni fa, ho deciso di intraprendere la strada più lunga e impegnativa e iscrivermi al corso serale. In questo arco di tempo ho vinto un concorso e oggi ho un contratto a tempo determinato, che spero si trasformi presto in indeterminato. Ma questo diploma integra la mia preparazione e completa il mio profilo tecnico".

Il percorso di chi voleva vivere di musica. A esame orale concluso, Ubaldo Bolognesi, di 49 anni, esulta su Facebook: "Ho vinto una delle più grandi sfide della mia vita. Ora mi sento una persona migliore. E sono felice!". A caldo ci spiega che "avere un diploma nel cassetto è una grande soddisfazione personale". Da ragazzo la sua aspirazione di vivere di musica si è scontrata prima con il no dei genitori, poi con la dura realtà. "Per 12 anni ho insegnato chitarra. Volevo vivere di questo e per due anni ho fatto anche il musicista professionista, ma non dava né garanzie economiche né prospettive. Ho lavorato prima in campagna, poi per diverse aziende, di impianti e cavi elettrici. Sono entrato come operaio al Comune di Lugo e nel 2000 sono arrivato al Comune di Imola. Nel 2013 sono passato a Benicomuni e oggi lavoro all'ufficio Patrimonio di Area blu. La decisione di prendere il diploma è scattata quando mi sono reso conto che la mentalità che vige nell'ente pubblico è troppo burocratizzata, mentre dove lavoro adesso si tenta finalmente di dare valore alla meritocrazia. Così mi sono detto, perché non provare a colmare l'enorme lacuna della mia vita? E poi volevo essere di esempio per mio figlio, che ha 11 anni. Ha già detto che vorrà fare le superiori alle Alberghetti". L'ex pugile che spera di lasciare la fonderia. Tra gli studenti più giovani c'è Riccardo Toschi, di 26 anni, che da ragazzo ha abbandonato gli studi all'Ipsia e all'Ecap. "Avevo altri interessi, facevo pugilato a livello agonistico - dice -. Ma col tempo si cambia e mi sono reso conto che il diploma nella vita serve. Adesso lavoro alle Fonderie alluminio Tazzari (exFo met), dove mi sono venuti incontro, adeguando il mio orario di lavoro alle esigenze di studio. Per me tornare a studiare è stato impegnativo, anzi, un vero e proprio sacrificio. Tutte le mattine mi alzavo alle sei e alla sera andavo a scuola fino alle 23. Ma mi è servito come crescita personale e professionale. Spero che il diploma mi aiuti per un avanzamento di carriera. Mi piacerebbe fare il progettista nell'ufficio tecnico oppure il programmatore di macchine a controllo numerico, magari restando nel gruppo Tazzari. Ai ragazzi giovani consiglio di studiare e, a chi interessa, di provare il corso serale, è una esperienza molto positiva. Non è mai troppo tardi per cambiare. Tornando indietro avrei finito gli studi e avrei fatto anche Ingegneria meccanica. Adesso mi piacerebbe iscrivermi all'università. Sono ancora in tempo...".

Lorena Mirandola

Dal Sabato sera del 5 luglio 2018