Matteo Pancaldi, uno dei migliori giovani scienziati italiani in fisica, è stato scelto per incontrare 39 premi Nobel

Matteo Pancaldi , ex studente del Liceo scientifico ‘Alberghetti’, che insieme ad altri 20 fra i più promettenti giovani scienziati italiani ha incontrato 39 premi Nobel al Lindau Nobel Laureate Meetings in Germania, sostiene ‘la vera scintilla per la scienza l'ha fatta scoccare l'insegnante di fisica del liceo: aveva sempre una spiegazione per tutto, dai fenomeni naturali alla tecnologia. Anch'io volevo diventare così’ Grazie prof. Dottori

04 luglio 2019

Matteo Pancaldi: "Vorrei contribuire all'utilità della tecnologia"

A Lindau, cittadina tedesca che si affaccia sul Lago di Costanza, ogni anno dal 1951 gli aspiranti Nobel incontrano quelli che il premio l'hanno già vinto.

Perl'edizione 2019 dei Lindau Nobel Laureate Meetings (dal 30 giugno al 5 luglio), dedicata alla fisica, 39 Nobel affronteranno una platea di 600 giovani scienziati provenienti da 89 paesi. I 21 italiani si raccontano così

"Mi piacerebbe scoprire qualcosa di tecnologicamente utile". Matteo Pancaldi, 30 anni, risponde dall'Università di Stoccolma, dove studia le proprietà magnetiche dei materiali. "Nel mio laboratorio", spiega, "vogliamo vedere quale è la velocità massima alla quale si può 'invertire' la magnetizzazione di un magnete: da nord-sud a sud-nord. Questa conoscenza potrà permettere di capire come realizzare dispositivi a base magnetica, per esempio gli hard-disk sempre più veloci".

Il tempo, per Matteo, è il segreto di tutto. "Lavoriamo su scale di tempo molto ridotte: se paragoniamo la superficie dell'Italia alla durata di un secondo, i tempi che noi vogliamo misurare corrispondono grosso modo alla superficie della pagina di un quotidiano". Laurea in fisica a Bologna, prima di approdare in Svezia è transitato per San Sebastian, in Spagna. Tornerebbe in Italia. "Ma dipende da cosa mi verrà offerto", avverte Matteo. "Vorrei che i miei studi venissero valorizzati e non necessariamente in ambito accademico: il centro di ricerca spagnolo in cui mi sono specializzato organizzava continui seminari con le aziende".

Per i Nobel che incontrerà a Lindau ha già pronta una domanda: "Avete dovuto sacrificare qualcosa di importante per raggiungere i vostri risultati? Se sì, ne è valsa la pena?". Ringrazia i genitori, la mamma lavora in un supermercato, il papà nel settore dell'automazione industriale: "Non hanno una formazione scientifica, ma sono molto curiosi e mi hanno spinto a esserlo. Però la vera scintilla per la vera scintilla per la scienza l'ha fatta scoccare l'insegnante di fisica del liceo: aveva sempre una spiegazione per tutto, dai fenomeni naturali alla tecnologia. Anch'io volevo diventare così. Ma a parte la mia vicenda personale, credo vada riscoperta l'importanza del ruolo dei professori in un periodo 'delicatò come quello delle superiori".