Leonardo medaglia d’argento alle Olimpiadi Internazionali di Scienze della Terra in Corea

Un altro straordinario alloro olimpico nelle Scienze: Leonardo Morotti è rientrato dalla Corea del Sud con la medaglia d’argento al collo

16 ottobre 2019

Un altro straordinario alloro olimpico nelle Scienze per uno studente del Liceo Scientifico delle Scienze applicate “Alberghetti”: Leonardo Morotti, che ha appena iniziato il triennio, è rientrato dalla Corea del Sud con la medaglia d’argento al collo. E’ riuscito in un’impresa unica, mai nessuno studente emiliano-romagnolo aveva conquistato una medaglia così prestigiosa nelle precedenti edizioni, che avevano visto primeggiare altri due studenti del Liceo scientifico “Alberghetti”, di gran lunga il liceo più medagliato della regione : Gabriele Bentivoglio nel 2016 in Giappone e Riccardo Buscaroli nel 2010 in Indonesia, entrambi vincitori di medaglia di bronzo.

Leonardo è giunto in Corea, dopo essersi piazzato al primo posto in Italia nelle Olimpiadi delle Scienze naturali riservate agli studenti del biennio, insieme ad altri tre studenti di licei scientifici di Lecce, Catania e Trieste, che formavano la squadra nazionale italiana.

Le Olimpiadi Internazionali di Scienze della Terra  (IESO International Earth Science Olympiad) mettono alla prova le abilità dei migliori studenti provenienti da una ventina di paesi del mondo in tutte le principali aree di studio delle Scienze che si occupano del nostro pianeta, tra le quali geologia, geofisica, meteorologia, oceanografia, astronomia e scienze ambientali, molto importanti per educare i giovani alla cittadinanza attiva e responsabile.

Ogni anno si svolgono in un paese diverso, anche l’Italia ha ospitato una delle edizioni più partecipate ed apprezzate nel 2011, che aveva per tema “Il rinascimento delle Scienze della Terra: Scienza, Ambiente e Arte” sotto la supervisione scientifica di docenti dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Le varie prove scritte includono problemi per valutare conoscenze e comprensione degli studenti, mentre le prove pratiche consistono in compiti di realtà da affrontare mediante vere e proprie investigazioni scientifiche.

Ecco il racconto di Leonardo sull’esperienza coreana durata una settimana e conclusasi con la medaglia d’argento olimpica e il rientro in Italia il 3 settembre:

“Ho trovato l’esperienza delle IESO veramente bella, molto gratificante per l’opportunità di potersi mettere in gioco, ma anche in grado di arricchire attraverso l’incontro con realtà e persone diverse. Gli argomenti delle prove riguardavano principalmente la litosfera, l’atmosfera, l’idrosfera e la geologia, divise fra una parte scritta e una pratica, la quale era a sua volta suddivisa in una parte di osservazioni sul campo e riconoscimento e un’altra di analisi in laboratorio, nelle quali mi hanno sicuramente aiutato le ore di laboratorio fatte a scuola. E’ stato molto interessante vedere come le prove mirassero a stimolarci ad applicare le nostre conoscenze a situazioni reali, anche in relazione a problematiche come il riscaldamento globale. Oltre alle prove singole abbiamo fatto le prove a squadre: tutti i partecipanti sono stati ripartiti in 18 team formati da studenti di Paesi diversi, all’interno di ogni team bisognava collaborare per realizzare un poster su alcuni fenomeni di grande attualità, come il riscaldamento globale e una presentazione che analizzasse i dati sulla geologia del territorio che avevamo potuto raccogliere in un’apposita escursione sul campo.

E’ stato molto bello poter incontrare persone provenienti da Paesi diversi anche molto lontani, non solo da altre nazioni europee ma anche da Australia e Stati Uniti e da molti stati dell’estremo oriente, che hanno una grande tradizione in queste competizioni scientifiche. Ho particolarmente apprezzato la possibilità di confrontarmi  con le differenze fra i rispettivi Paesi di provenienza. Comunicare non è sempre stato facile, ma un po’ d’inglese e la nostra tipica gestualità e il fatto di dover lavorare assieme mi hanno sicuramente aiutato molto nel tentativo di comprensione reciproca.

Per quanto riguarda il Paese dove si svolgevano, la Corea mi ha molto impressionato tanto per quanto riguarda i costumi, come il mettersi una mascherina quando si è raffreddati, quanto per il livello tecnologico, che includeva sia robot a cui chiedere indicazioni in aeroporto, sia ascensori, maniglie e pure gabinetti automatici parlanti.

Abbiamo avuto anche la possibilità di fare un paio di escursioni ad alcuni dei siti più significativi del Paese, in particolare al Tempio di Gyeongju, che è stata la capitale del Regno di Silla per circa mille anni, decisamente molto suggestivo in quanto convivono rovine antichissime e alberghi high tech.

E’ stato piuttosto difficile abituarsi al cibo, soprattutto per la piccantezza ma anche per i sapori molto diversi e molto particolari. Per quanto sia stata una bella esperienza provare una cucina diversa, credo che difficilmente mangerò coreano un’altra volta nella mia vita.

Per il resto, di questa esperienza mi rimarranno sicuramente il ricordo del fascino di questo Paese e il fatto di aver avuto la possibilità di mettere in pratica le mie conoscenze in un ambiente molto stimolante, ma soprattutto l’aver potuto trascorrere un’indimenticabile settimana con ragazzi provenienti da tutto il mondo, che condividevano i miei stessi interessi.”