Formazione a distanza: riflessioni di un insegnante

08 aprile 2020

Carissima Dirigente,

Le scrivo per condividere con lei alcune riflessioni su questo periodo di ‘didattica a distanza’, così particolare ma anche carico di una ricchezza inaspettata. Specialmente le difficoltà nella valutazione mi stanno portando a percorrere terreni nuovi che mi aprono gli occhi sul significato di ‘competenze’ e su come attivarle nei nostri ragazzi. Mi trovo a richiedere da loro un feedback su quanto faccio e la loro restituzione non può esaurirsi nel dimostrare di avere appreso dei contenuti che lezione dopo lezione sono andati a riempire dei ‘vasi vuoti’.

Se mai abbia sempre trovato una tale modalità di verifica molto limitata e parziale, ancor di più mi appare lo sia ‘a distanza’. Ora, da casa mia, con questa modalità non verifico proprio nulla. È sufficiente che si scrivano un po’ di appunti accanto ai loro pc e il gioco è fatto. Adesso mi si chiede qualcosa di diverso.

Ora devo essere creativa e rendere loro creativi nell’applicare e verificare i contenuti oggetto della lezione in una loro creazione, nel loro vissuto, nella loro persona che è tutta piena, altro che vuota e da riempire! Ecco che, grazie ai mille strumenti che abbiamo a disposizione, è possibile rendere ogni momento di verifica un’occasione privilegiata in cui fare emergere questo processo di acquisizione di competenze.

Le risposte dei ragazzi in queste settimane sono state incredibili. Questo periodo li ha accesi e li ha resi ancora più attenti a tutto quello che gli accade.

Come E, che leggendo Dubliners di Joyce arriva a parlare di sé e della ‘sua paralisi’ utilizzando lo stile del genio irlandese, ma facendolo suo. O S, che sulla falsa riga dei poeti romantici scrive una poesia in cui riproduce un’emozione provata per riviverla in modo amplificato proprio grazie a questo periodo.

Oppure L, che sulla lettera condivisa su DRIVE con i compagni indirizzata ad AB, che la classe sostiene a distanza, si trova ad essere lui a ringraziare l’amico indiano per avere pregato per noi. O anche M. con il suo bellissimo disegno (io neanche sapevo che sapesse disegnare così bene!). Sono tanti gli esempi che potrei portare, e le assicuro che ogni volta che apro Classroom nasce in me un’attesa grandissima per ciò che mi aspetta.

Sono piccole riflessioni che volevo condividere con lei; questo momento è la prova tangibile che anche in un periodo in cui la didattica potrebbe risultare mozza ed è certamente molto faticosa, il rapporto tra noi e i nostri studenti continua a vincere spazzando via vecchi schemi e spalancando nuove strade da esplorare.

E sempre più netta nasce in me la convinzione che il nostro è proprio il mestiere più bello del mondo!

Un grazie anche a lei che con la sua serenità e certezza ci guida e ci lascia liberi di poter sperimentare accanto alla fatica anche questa bellezza.