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Istituto d'Istruzione Superiore F. ALBERGHETTI
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Sottoscrizione per il Liceo Scientifico Tecnologico




Coordinamento Nazionale per la promozione del Liceo Scientifico Tecnologico attivato negli Istituti Tecnici

Il Liceo Scientifico Tecnologico attivato negli Istituti Tecnici, ha dimostrato, in quasi 20 anni di storia, di essere una sperimentazione di successo.
La modalità didattica attuata nel Liceo Scientifico Tecnologico degli Istituti Tecnici è in linea con le recenti indicazioni fornite dal ?Gruppo di Alto Livello sull?Istruzione Scientifica? del parlamento europeo, che individua, nell?apprendimento basato sull?indagine, la chiave di volta per aumentare l'interesse degli studenti ed i livelli di successo in ambito scientifico (relazione Rocard -2007-)
Secondo gli esperti, nell'istruzione basata sull'indagine (IBSE) è riservato un più ampio spazio all'osservazione ed alla sperimentazione e l'allievo, sotto la guida dei docenti, è incoraggiato a costruire la propria conoscenza.

L?interesse sempre maggiore che il Liceo Scientifico Tecnologico degli Istituti Tecnici riscuote presso le famiglie, i brillanti risultati conseguiti dai nostri allievi in campo scientifico, l?elevato numero di ragazze e ragazzi che, ogni anno, sceglie di proseguire gli studi in facoltà scientifiche o tecniche, il successo delle loro carriere accademiche, fino alla laurea; sono tutti fattori che ci rendono consapevoli di operare in un contesto (privilegiato) di assoluta eccellenza.

I motivi che rendono unico un simile modello didattico educativo sono diversi, in particolare:

  • Elevato numero di ore destinate ad attività didattica di laboratorio (complessivamente, dalla I alla V, oltre il 25% delle attuali 34 ore settimanali di lezione)
  • Specificità delle competenze disciplinari (i matematici insegnano Matematica, i fisici insegnano Fisica, i chimici Chimica, i biologi Biologia, ecc.);
  • Presenza, da ordinamento, della figura professionale dei docenti di laboratorio (itp) (ulteriore specifica professionalità, specializzata nell'insegnamento di laboratorio);
  • Studio dell'informatica come disciplina autonoma e paradigma formativo;
  • Disponibilità di numerosi Laboratori, sia Scientifici, sia Tecnologici, adeguatamente attrezzati;
  • Attività didattiche svolte con la compresenza del docente di laboratorio e del docente di teoria, per un?effettiva integrazione tra teoria e pratica, consentendo anche una migliore gestione delle classi sempre più numerose;
  • Piano orario fortemente caratterizzato dalle materie scientifiche (chimica, fisica, biologia, scienza della terra), oltre alla matematica, che permette di realizzare una proficua e piena integrazione tra scienza, tecnologia ed area umanistica.

Per tutti questi motivi, alla luce del prossimo riassetto organizzativo del sistema scolastico, i sottoscritti firmatari chiedono, sia di salvaguardare un simile patrimonio, sia di fare ogni possibile sforzo, affinché i punti qualificanti di questa sperimentazione siano estesi anche alle altre tipologie di scuole.


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Una scuola innovativa per affrontare le sfide del futuro

Il Liceo Scientifico Tecnologico (LST) “F. Alberghetti” è stato istituito nella nuova sede di Via Pio IX nell’anno scolastico 1996/1997 come corso liceale sperimentale (sperimentazione Brocca) e rilascia un diploma di istruzione secondaria superiore ad indirizzo sperimentale scientifico tecnologico corrispondente a liceo scientifico. Tale sperimentazione è nata “per adeguare i contenuti della didattica all’evoluzione scientifica e tecnologica, è caratterizzata dalla rilevanza delle materie scientifiche, quali la matematica e le scienze sperimentali; permane comunque una formazione culturale completa e anche lo studio delle lingue straniere e delle scienze umane e sociali è rinforzato”.
Nel nostro Liceo, come in molti altri LST d’Italia, stiamo quindi utilizzando, ormai da tredici anni, una didattica sperimentale delle scienze in linea con le più recenti indicazioni europee (Inquired Based Science Education).
I risultati conseguiti dagli studenti che si cimentano nei test d’ingresso universitari sono, a riguardo, molto significativi.
Il 95% dei nostri allievi supera i test di selezione delle facoltà a numero chiuso (qualcuno ne supera più di uno e allora ha anche l’imbarazzo della scelta).
anno scolastico 2002/2003: 3° classificato alle selezioni della facoltà di Biotecnologie.
anno scolastico 2004/2005: 1° classificato alle selezioni della facoltà di Medicina e 5° classificato alle selezioni della facoltà di Biotecnologie
anno scolastico 2005/2006: 2° classificata alle selezioni della facoltà di Ingegneria Edile Architettura.
anno scolastico 2006/2007: 8° classificato alle selezioni della facoltà di Economia e Marketing, 9° classificato alle selezioni della facoltà di Ingegneria Edile Architettura, 4° e 14° posto su 1200 candidati al test attitudinale di Ingegneria, 4 studenti -su 1600 candidati- nei primi 150 ammessi a Medicina.
Nel giro di pochi anni, 2 studenti sono stati insigniti dal Presidente della Repubblica del titolo di Alfiere del Lavoro e 8 studenti hanno vinto borse di studio universitarie a livello nazionale.
A proposito delle scelte universitarie, il 39% dei nostri neodiplomati si orienta verso le facoltà di Ingegneria e Architettura, il 36% verso le facoltà scientifiche, con Medicina in primis, e quasi il 25% verso altre facoltà, fra le quali più di un terzo sceglie Economia e, a seguire, Lingue, Lettere e Psicologia.
I pochi neodiplomati che scelgono di entrare nel mondo del lavoro sfruttano le competenze acquisite soprattutto in ambito informatico, competenze che vengono riconosciute anche a livello universitario (alcune facoltà abbonano l’esame di informatica di base ai nostri studenti).
Le scelte didattiche dei docenti tendono a  promuovere una formazione completa che, oltre al successo scolastico, favorisca un apprendimento permanente,  nell’ottica di una crescita umana che consenta di affrontare le sfide della vita.

 

Sonia Manaresi (docente di Biologia del LST)
Sandra Esposito (docente di Laboratorio di Chimica e Biologia del LST)

“…Sensate esperienze … e … dimostrazioni necessarie”

Un’indagine condotta nel 2007 dal Gruppo di Lavoro Interministeriale per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica (presieduto da Luigi Berlinguer) rileva una situazione molto grave nell’istruzione scientifica del nostro paese: i giovani presentano lacune assai preoccupanti nei saperi scientifici e non si orientano più in numero sufficiente verso le facoltà e  le professioni scientifiche. È evidente che un’attenzione particolare va riservata alla scuola, in quanto risulta determinante, nel bene o nel male, il modo in cui le scienze vengono insegnate a scuola.
L’indagine svolta dal Gruppo di Lavoro su 11.000  scuole italiane fa emergere quanto l’insegnamento scientifico risulti oggi poco attraente per gli studenti. “La didattica di laboratorio ha una presenza marginale nell’insegnamento delle scienze, a tutti i livelli scolastici (…); gli esperimenti sono mostrati dalla cattedra, raramente sono inseriti in un’accattivante metodologia d’indagine e solo in pochi casi le attività sperimentali sono collegate al curriculum. E così la scienza invece di essere esperienza e teoria insieme, resta solo gnoseologia.”
Come chiarisce l’ex ministro dell’Istruzione, Luigi Berlinguer, nell’articolo apparso sul Sole 24 Ore del 14 gennaio scorso, questo quadro desolante nasce anche dall’impostazione data da Giovanni Gentile, nel lontano 1923, ai percorsi liceali, decisamente dominati dalle discipline umanistiche.
Nel tempo, la scuola superiore italiana ha cercato  di aggiornare e migliorare l’offerta formativa,  ad esempio, negli anni Ottanta,  attraverso il PNI e le sperimentazioni Brocca, tra le quali spicca  (citando testualmente Berlinguer) “soprattutto l’interessante Liceo Scientifico Tecnologico”, capace di temperare “alcuni macroscopici difetti del modello gentiliano.”
Certamente l’approccio didattico sperimentale ed epistemologico del Liceo Scientifico Tecnologico, permette di imparare facendo, di coniugare conoscenze e competenze attraverso una costante attività laboratoriale, di sentirsi sollecitati ed incuriositi a scoprire l’universo scientifico.
Berlinguer parla di una “emergenza scientifico-tecnologica” per il nostro paese. Ebbene, noi riteniamo che la sperimentazione del Liceo Scientifico Tecnologico rappresenti una risposta (non l’unica, naturalmente, ma certamente importante) a questo bisogno: basti guardare alla percentuale altissima di diplomati in questo indirizzo che scelgono facoltà scientifiche (dopo aver superato con successo i test di selezione) o alla qualità dei percorsi professionali successivi.
Gli studi scientifici devono avere la stessa dignità degli studi umanistici: è ora che l’Italia superi un pregiudizio antico, ma ancora dominante. E ci piace pensare che al grande Galileo sarebbe piaciuto molto il Liceo Scientifico Tecnologico, dove alle “sensate esperienze” si uniscono “le dimostrazioni necessarie”, come è giusto che sia in un corretto approccio alla scienza.    

Susanna Ponzi (docente di Lettere del LST)

-Scheda Tecnica-
Liceo Scientifico Tecnologico
  • Sede: I.I.S. "F.Alberghetti" Via Pio IX, 3 - Imola
  • Dirigente Scolastico: Lucia Leggieri
  • Alunni frequentanti: 369
  • Sezioni: 4 (G, H, I, P)
  • Docenti: 56, di cui 42 di ruolo

I punti di forza di un’eccellenza

Attualmente, a livello nazionale, le sperimentazioni di Liceo Scientifico Tecnologico (LST), attivate all’interno di Istituti Tecnici Industriali, sono 123. Nella nostra regione se ne contano otto.
Nello scorso dicembre si è svolto un convegno regionale, presso l’ITIS Corni di Modena, su “i valori e le prospettive” del LST. Ne è nato un appello al Ministro Gelmini, sottoscritto dai LST della regione, affinché non vada disperso l’enorme patrimonio rappresentato da tale sperimentazione. Analoghe iniziative si sono svolte in altre regioni di Italia.
I docenti dell’istituto Alberghetti di Imola hanno promosso la nascita di un Coordinamento, a livello Nazionale, di tutti i LST. L’iniziativa sta riscuotendo notevole successo e, a breve, si dovrebbe raggiungere il traguardo di costituire una rete con la totalità delle scuole interessate.
Di  tale modello didattico educativo, i punti di forza, unanimemente riconosciuti, sono i seguenti:
Elevato numero di ore curricolari destinate ad attività didattica di laboratorio (dalla I alla V, oltre il 25% dell’orario settimanale), in accordo con le indicazioni del "Gruppo di Lavoro per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica"; specificità delle competenze disciplinari (i matematici insegnano Matematica, i fisici insegnano Fisica, i chimici Chimica, i biologi Biologia, ecc.); presenza, da ordinamento, della figura professionale dei docenti di laboratorio; numerosi laboratori scientifici e tecnologici adeguatamente attrezzati; attività didattiche svolte con la compresenza del docente di laboratorio e del docente di teoria, per un’effettiva integrazione tra teoria e pratica; studio dell'informatica come disciplina autonoma e paradigma formativo; forte presenza delle materie scientifiche (chimica, fisica, biologia, scienza della terra), oltre alla matematica; Integrazione tra scienza, tecnologia ed area umanistica.

Gaetano Passarelli (docente di Laboratorio di Fisica del LST)

Dicono di noi…

 

Una scuola diversa

Come genitore di un ex allievo del Liceo Scientifico Tecnologico, dico che se non fosse stato per voi insegnanti, per una scuola diversa in tutti i sensi (con pratica di laboratorio, lavoro intenso al mattino, studi scientifici qualificati e prove di verifica legate anche ai futuri test universitari), Martino non avrebbe avuto il successo scolastico che poi ha avuto e meritato.
E non voglio dimenticare gli studi umanistici, importanti nel vostro liceo e capaci di mantenere una mente aperta e in dialogo con il mondo: se Martino non fosse entrato a Medicina, si sarebbe iscritto a Storia, pensate un po’.
Non tutti gli studenti sono diligenti, metodici, pazienti e rispettosi; ce ne sono altri, come Martino, intelligenti, originali, curiosi e pieni di energia ma anche disordinati e in fermento che in una scuola tradizionale corrono il rischio di sentirsi oppressi e di non riuscire a tirare fuori i loro talenti e, al tempo stesso, a capire i propri limiti.
Voi siete stati capaci di motivarlo, rispettarlo, capirlo, di vedere in lui un buono studente comunque e di dargli fiducia nei suoi mezzi e nelle sue capacità. Vi pare poco?

Roberta Giacometti (mamma di Martino Gliozzi, che si è laureato nel luglio 2008 in Medicina e Chirurgia con 110 e lode)

Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco

La mia esperienza dice che al LST la massima di Confucio trova piena applicazione.
Sono Fabio, ho 27 anni e sono stato uno dei primi diplomati (anno 2000) del LST Alberghetti di Imola. I cinque anni trascorsi al liceo sono stati importanti dal punto di vista intellettuale (con un percorso pieno, di ampio respiro, come il progetto Brocca prevede) e dal punto di vista umano, con forti relazioni costruite sia con i compagni che con i docenti. È proprio per questo che ancora oggi mi presento a scuola durante l’intervallo o agli open day.
Nel mio liceo, ho trovato tanta passione nei docenti e negli allievi ed ho avuto la possibilità di usare strumentazioni molto innovative per i laboratori didattici. Come dico spesso agli open day, è nel laboratorio di Biologia che ho maturato la scelta di proseguire gli studi in un corso universitario a numero chiuso: Biotecnologie. Oggi sono Dottore in Biotecnologie Biomolecolari (a seguito della laurea specialistica, che ho conseguito secondo i tempi stabiliti dei 3+2 anni accademici) e lavoro presso un’azienda alimentare come Controllo Alimentare e Responsabile del Laboratorio Analisi. Il patrimonio didattico (nozioni, esperienza di laboratorio, metodo di studio …) accumulato negli anni del liceo è stato il mio punto forte per affrontare gli anni dell’università e nel primo, onestamente, ho “vissuto un po’ di rendita”.
Sicuramente, non vedo carenze nella formazione di uno studente del LST rispetto ai diplomati di altri licei, credo anzi che ci sia un “di più”, che è dovuto proprio al poter “metterci le mani”.
Se dovessi scegliere un’altra volta la scuola superiore, sceglierei il Liceo Scientifico Tecnologico.
E se mi permettete una battuta … forse, se tante persone che operano scelte “contro” questa realtà avessero l’occasione di “fare” il liceo in una sperimentazione di Scientifico Tecnologico Brocca, capirebbero perché tanto ci teniamo al mantenimento di questa scuola superiore.

Fabio Martignani (ex allievo)









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